Fashion designer di successo? Ecco come fare!

Passione per la moda, attenzione ai dettagli e una buona dose di ispirazione sono gli ingredienti di un buon fashion designer, colui che disegna, realizza e commercializza capi d’abbigliamento di tendenza il cui giudizio finale spetta allo spietato cliente.

Evidentemente, con un giudice così esigente e, perché no, viziato riuscire a essere un fashion designer di successo non è un gioco da ragazzi, ma, come tutte le grandi imprese, vale la pena tentare la scalata per realizzare i propri sogni.

Studiare è di certo il primo passo: iscriversi al liceo artistico, quale scuola secondaria superiore, è già un buon inizio. Terminato il quale, si può valutare l’opportunità di iscriversi alla facoltà di Lettere e Filosofia per poi concludere con un master in Fashion Studies; in alternativa iscriversi all’Accademia di Belle Arti oppure frequentare gli appositi corsi professionalizzanti, tenuti da istituti privati.

Finiti gli studi, occorre intraprendere una gavetta, meglio presso rinomate maison dove apprendere i trucchi del mestiere: l’esperienza è sempre una maestra infallibile, anche se è bene non illudersi di aver finito con banchi di scuola, libri e appunti. Anche in questo settore, gli esami non finiscono mai e persino i più grandi stilisti continuano a frequentare corsi di fashion design di alto livello per rimanere aggiornati sulle ultimissime tendenze e novità.

Purtroppo, potrebbero non mancare momenti di difficoltà e ripensamenti che possono essere superati traendo motivazione dall’esempio di grandi fashion designers che “ce l’hanno fatta”.
Il compianto Alexander McQueen ha fatto la gavetta per anni, lavorando per Savile Row, per Gieves & Hawkes, Romeo Gigli  prima di assumere l’incarico di direttore  creativo di Givenchy, imponendo la sua bizzarria e creatività all’attenzione del grande pubblico.
Altrettanto lungo è stato l’apprendistato di Karl Lagerfield che ha collaborato con Pierre Balmain, Yves Saint Laurent e Jean Patou; mentre la carriera di Jimmy Choo iniziò a soli 11 anni, quando produsse il suo primo paio di scarpe, è passata da una laurea a Cordwainers’ Technical College a 22 anni e, poco dopo, si affermata sulle scene internazionali anche grazie alle sponsorizzazioni di Vogue e della Principessa Lady Diana.

Come insegnano gli esempi di queste indiscusse celebrità, potersi formare presso grandi nomi è di certo un vantaggio: freschi di studi, conviene mettere per un po’ di tempo l’orgoglio da parte e accettare incarichi anche poco retribuiti presso aziende di spicco dove potersi confrontare con l’operato di griffe illustri.
Periodi di crescita professionale che, in qualsiasi caso, daranno la possibilità di vantare una prestigiosa esperienza sul curriculum; e, speriamo, se son rose: fioriranno.
A quel punto, i sacrifici e l’impegno profuso sarà profumatamente ripagato dall’essersi conquistato di diritto un posto nell’elitario Olimpo della moda.

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